EDITORIALE. Belvedere al voto. Il pubblico e le “vacche” di Fanfani

Stessero tranquilli i candidati a sindaco: il pubblico che sta affollando i comizi a Belvedere Marittimo è sempre lo stesso. Eppure i tre candidati e lo staff che li circonda, sono certi che il pubblico sia un misuratore affidabile del consenso elettorale. Nulla di più sbagliato. 

Il pubblico è sempre lo stesso. Chi più e chi meno sono i curiosi e chi si appassiona alla politica casereccia che affolla le piazze e poi, in base a quanto ha ascoltato, deciderà come procedere. Anche se l’elettore poi sposterà il suo consenso seguendo alcune variabili legate all’amicizia, rapporti personali, ideologia politica e via dicendo. Il pubblico: questo sconosciuto. Sembra di rivivere ogni volta l’esperienza delle “vacche di Fanfani”. I più giovani non lo ricorderanno. Solo chi mastica politica ne avrà un simpatico ricordo. 

Erano gli anni ’60 e la Calabria ebbe l’onore (e l’onere) di ricevere la visita dell’allora presidente el Consiglio Amintore Fanfani. Per tre giorni visitò l’intera provincia di Cosenza. Il fine dell’allora capo del governo era la certezza dell’avvio della campagna agricola studiata per la Calabria. Per dare contezza di ciò un gruppo di geniali dirigenti dell’Opera Silaavevano provveduto a spostare un cospicuo numero di bovini ad ogni tappa di Fanfani, dimostrando così il successo e l’affermazione delle politiche avviate dal governo nazionale. 

Una idea geniale, passata poi alla storia come le “Vacche” di Fanfani. 

Antonello Troya



Categorie:Attualità

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