Depurazione sul Tirreno. Quelle domande scomode cui Vetere preferisce non rispondere. E sui social …..

In pratica, se ho capito bene, ad Ugo Vetere, il bravo sindaco di Santa Maria del Cedro, non piacciono le critiche e nemmeno le domande scomode. Che poi tanto scomode non sono. Da umile scribacchino ho chiesto al sindaco comune capofila di quel progetto che vede più comuni uniti nel “project financing”, di dare una spiegazione a quanto accaduto domenica scorsa. Ma non perché ne fosse compartecipe e autore, ma per il ruolo istituzionale che ricopre. Ma si vede che il pennacchio va bene quando non se ne parla. Scomodo invece quando si fanno domande. E si: Vetere si chiama fuori e addossa responsabilità a tutti, mentre i residenti e i turisti che vanno al mare, vorrebbero vedere le acque chiare e pulite. E non putride e decisamente poco igieniche. 

Avevamo chiesto al sindaco “competente”, come lui si definisce, in qualità di Comune capofila cosa ne pensasse. E invece di una risposta elegante, come ci si aspetterebbe, arrivano le parole tipo “michiate”, che fanno il pari con le considerazioni, decisamente fuori luogo,  dei suoi fedelissimi, ovvero quei navigatori che vivono solo all’ombra del potente. Ma va bene anche così. 

Delle denunce e lettere in procura ci interessa ben poco: bene che il ciclo della depurazione a Santa Maria si concluda con acque limpide, ma ciò non esime il competente sindacoVetere dal darci una spiegazione del perché (per il ruolo che ricopre, ribadiamo, non per altro), il mare del medio Tirreno Cosentino è una schifezza. 

Ce lo deve: lo deve alla popolazione tutta. Lo deve a chi arriva sulla costa a passare le proprie ferie. A chi vive di questi due mesi, all’indotto e ai residenti. Ah dimenticavo: amici con il grembiulino ne ho tanti. Penso gli stessi che conoscono tutti. Sindaci inclusi.

Antonello Troya



Categorie:Attualità

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